Verdetto dell'archivio: Parzialmente vera
I rendimenti passati predicono il futuro?
Dopo «ha reso il dodici per cento in cinque anni», la domanda vera è un'altra: i rendimenti passati predicono il futuro? Smontiamo la frase in due affermazioni, perché una regge e l'altra no.
Illustrazione editoriale: non ritrae eventi, persone o luoghi reali.
La credenza
«I rendimenti passati sono la miglior predizione del futuro: se un'attività ha reso a lungo, continuerà.»
Credenza che circola nei depliant, nei gruppi e nei discorsi tra conoscenti.
Sotto esame
Contiene due affermazioni diverse: i dati storici informano su come un'attività si comporta, e i dati storici predicono quanto renderà. La prima è ragionevole, con cautele; la seconda è un salto logico che nessuna serie storica può autorizzare.
Perché i numeri persuadono
Una tabella di dati storici contro proiezioni sembra un fatto: colonne ordinate, anni, percentuali. Il cervello li tratta come prova perché hanno la forma della prova. Ma una tabella dice come sono andate le cose; il salto sta nel verbo: descrivere è mostrare un passato, predire è impegnarsi su un futuro. Ogni volta che una brochure passa dall'uno all'altro senza dirlo, ha chiesto al lettore di firmare un'illusione.
Dati storici contro proiezioni: cosa dicono davvero le serie storiche
Le serie lunghe descrivono distribuzioni, non cammini: una media dei rendimenti su lunghi periodi è il riassunto di un intervallo in cui ogni anno è potuto andare molto lontano dalla media. Questa è la parte vera della credenza, e non è poca: sapere che un'attività tende a oscillare molto, che i suoi rendimenti si raggruppano attorno a valori centrali con code cattive, e che i periodi brutti esistono e sono tornati più volte, è informazione utile per calibrare aspettative e sangue freddo. La storia informa sui comportamenti tipici delle categorie di attività, sui loro limiti degli indicatori storici.
Cosa non possono dire
Non possono dire in quale ordine i valori arriveranno: due serie con la stessa media raccontano vite emotive opposte, a seconda che i brutti anni stiano all'inizio o alla fine del cammino personale di ciascuno. Non possono dire nulla delle condizioni che hanno generato il periodo osservato: normative, costi, tecnologie, demografie cambiano, e i rendimenti sono effetti di condizioni, non proprietà chimiche dei titoli. E non autorizzano la proiezione individuale: dalla frequenza dei rovesci passati alla promessa «risale sempre» c'è un salto che nessun statistico firma.
Quando regge, e per chi
Per chi costruisce aspettative, i rendimenti passati sono un documento: aiutano a immaginare l'ampiezza delle oscillazioni probabili, non il traguardo. Per chi cerca una garanzia, sono il documento sbagliato: nessuna legge fisica lega il quinquennio osservato al prossimo. Se un'offerta si appoggia solo sulla storia per promettere il futuro, il problema non è la storia: è l'uso che ne fa chi parla, che ricade esattamente nella famiglia delle promesse senza documenti.
Fonti e stato delle verifiche
- Nessun dato numerico citato di proposito: la verifica su fonte primaria era impossibile in data odierna (stato dichiarato nella pagina Il metodo)